Small crab into the corals @Mafia Island - Tanzania ©Andrea Pompele All Rights Reserved

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domenica 4 gennaio 2015

SIMONA ha una forte personalità. E' una persona positiva. Ed è tantissimo

Normalmente non parlo delle altre persone all’interno del blog, racconto storie con spunti di riflessione, perciò di solito non vedete post che raccontano le storie degli altri. Tranne quando queste storie sono così potenti da colpirmi. Simona ha una forte personalità. Simona mi ha colpito.

Simona viene dalla mia stessa città: Aosta. Lassù tra boschi e valli d’or…eh sì proprio da lì parte questa storia.

Simona è una expat (espatriata in gergo, cioè in inglese ;-) ) vive e lavora con suo marito in Germania.
La sua non è una storia di disperazione, non è una ricerca di lavoro o di soldi, quello ce l’aveva già, e anche piuttosto buono, un lavoro sicuro, un posto nel Fondo Sociale Europeo per la Regione Autonoma Valle d’Aosta, praticamente inossidabile. Inattaccabile. Stimolante e difficile da ottenere, dopo un concorso di quelli tosti, ha sbaragliato la concorrenza e si è presa quello che voleva, durissimo. “Ok è fatta giusto? Ormai ci sei, hai ottenuto un buon lavoro, ora puoi stare tranquilla no? Di che cosa ti preoccupi? Cosa vai cercando diamine, mettiti un po’ tranquilla Santo Dio!”

Simona ha una forte personalità.

Ha la netta sensazione che qualcosa non giri per il verso giusto, non vede il suo futuro, le sembra di salire su una giostra, anzi di essere obbligata a salire proprio su QUELLA giostra, e lei però non vuole salirci, la giostra appunto la decidono loro. Qualcosa in lei si smuove, ha dubbi, paure, le persone le diventano improvvisamente estranee, le sembra che non la capiscano, si confida e si trova non capita. Ma lei è “quella che fa quello che vuole non quello che deve” ha una certa esperienza lavorativa, e compie una scelta.

L’idea è di suo marito, non sua. Insieme fanno una valutazione della qualità della vita in relazione alle capacità lavorative e scelgono: sarà la Germania.

Compie un’altra scelta. Decide inizialmente di NON lavorare, ma di ambientarsi e studiare la lingua,
investe su sé stessa e si integra quasi subito. Vivono a Freising, non a Monaco e questo li aiuta parecchio, non c’è la confusione delle grandi città europee, c’è la Germania, quella vera. E lì scopre cosa vuole fare da grande, 3 cose: scrivere, ha un blog bellissimo e molto ben fatto, andate a dargli un’occhiata e seguitela (http://www.einespressobitte.com/); cucinare, una grande passione sviluppata proprio durante il periodo di ambientazione, perché per imparare e cucinare bene, bisogna dedicarcisi e lavorando tantissimo non è che hai tanto tempo per farlo non credete? “ sono diventata brava dedicandomi” mi dice con molta umiltà, ma io sospetto che sia sempre stata portata, e lavorare nel marketing, dove sviluppa le sue doti di comunicatrice.

Il blog in particolare è molto ironico e leggero, seppur affronti argomenti di un certo spessore perché “la gente non vive con leggerezza, ma sente un gran bisogno di averla” e comincia ad osservare gli altri expat, non solo italiani. Avverte un’energia negativa, una continua e pesante lamentosità, come un’attitudine a guardare al passato, a ciò che manca e non a ciò che può essere goduto nello stare in un altro paese ma, mi dice lei, e io non posso che essere assolutamente d’accordo, “ se costruisci muri è impossibile andare avanti, non ti stai integrando, stai rifiutando”. Costruisce il blog come lei sa fare e si mette completamente in gioco, mette alcuni paletti e regole precise: una critica deve essere fondata, non accetta la negatività fine a sé stessa, “sul web si sta con un obiettivo e se il tuo è distruggere, beh non sei un mio lettore e non voglio che tu mi legga, la polemica sterile la lascio al di fuori, io imparo da chi mi segue”. 


Non le interessa la notorietà, i likes su Facebook non sono importanti, accetta solo quello che rimane connesso alla sua mentalità, non vuole compromessi, devono essere cose attinenti ai suoi argomenti e alla sua visione, la pubblicità che ha e le collaborazioni sono scelte ed approvate da lei soltanto.

Dal blog emerge perfettamente la sua personalità, lei fa quello che vuole, non quello che deve.  

Questa forza le è venuta dopo una brutta esperienza di salute, lì ha cominciato a capire alcune cose di sé che poi perfezionerà in seguito con l’esperienza, ha imparato a stare con sé stessa, molti sono spariti, ma lei non si è persa d’animo, sono cose che uno non vorrebbe avere, ma che ti insegnano molto. Ha sviluppato questa forza di non piegarsi e dire sempre le cose come stanno, anche se questa forza l’aveva già, ha dovuto tirarla fuori e ora, beh, ora non molla mai.

Il messaggio del blog è arrivato forte e chiaro, recepito con grande rispetto: è una ricerca attiva della positività, un cambiamento di passo, anche nell’espatrio. La gente rivolge sempre lo sguardo su chi non si trova bene, alimentando la propria negatività, mentre il suo messaggio è opposto, guardando come uno riesce ad integrarsi, anche gli altri possono riuscirci, bisogna essere open minded. “bisognerebbe insegnare a guardare fuori dalla finestra, invece che nel cortile dell’altro diprezzandolo. Ci hanno insegnato ad appartenere: alla famiglia, alla religione, al partito politico. Io non appartengo a niente e nessuno, non sono una proprietà.” Ottima osservazione sulla condizione delle donne nel mondo, non solo in Italia. “non ho scelto io dove nascere, è stato un caso, sono italiana ma non appartengo al mio paese, non ho confini, posso andare dovunque” scardina con una frase l’ipocrisia di fondo che muove alcuni quando ti criticano per la scelta che hai fatto. “sono stata dipendente, imprenditrice, ho lavorato nel settore pubblico” ha indubbiamente contribuito per il “suo” paese.

È una rivoluzionaria, ha compiuto una scelta e questa è rispettabile ed indiscutibile in quanto tale, ed è profonda.

È felice, e questo conta. 

Ha raggiunto i suoi obiettivi e ha davanti a sé nuovi stimoli e nuovi obiettivi, ha un atteggiamento positivo in ogni campo. 
Prima era in una perenne adolescenza, mi racconta, ora l’inquietudine si è trasformata in fame di sapere, provare cose nuove, avere nuovi stimoli, non sente pressioni, condizionamenti, aspettative. “perché devo crearmi un problema dove non c’è? Se c’è lo affronto” e ancora” non riuscivo a fare niente di quello che volevo in Italia, niente di quello che gli altri si aspettavano da me” bisogna avere coscienza di sé e riconoscere i propri limiti ma anche i propri pregi, lo si può imparare tutti i giorni con molta umiltà. 

È un atteggiamento positivo il suo, con i piedi ben piantati per terra, prende sempre della positività dagli altri, anche quando sembra non esserci.


Simona ha una grande personalità. 

E si vede. 

Io la conosco da quando siamo adolescenti e ne sono orgoglioso

Ha compiuto una scelta.

Ha seguito il Coniglio Bianco e sta vivendo la sua Avventura, con positività. 



Vi ricordo il suo Blog: assolutamente da vedere e seguire: http://www.einespressobitte.com/

E se volete scrivere a Simona: 


Ah dimenticavo... ecco Simona durante le feste di Natale!!!!