Small crab into the corals @Mafia Island - Tanzania ©Andrea Pompele All Rights Reserved

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Chi sono

Mi hanno spesso chiesto di raccontare la mia vita, potrebbe starci dentro un libro...siccome non sono così egocentrico da avere una biografia personale autorizzata scritta da ghostwriters con me sullo sfondo di un ufficio con poltrone di pelle umana, preferisco farlo in forma breve, come un racconto on line. Per capire chi sono io, è necessario capire da dove vengo e chi mi ha cresciuto, perciò parlerò in questa sezione della mia vita, con tediosissimi dettagli...ma no! Mi limiterò a darvi una panoramica delle figure più importanti della mia vita.


Mia Madre

Mia madre mi ha sempre spinto ad andare, fin da piccolo mi spronava a prendermi le mie responsabilità e fare le cose, e mi diceva sempre che dovevo andare via da casa a 18 anni, cavarmela da solo e svegliarmi anche un po’. L’ho fatto. Ma nel frattempo ho fatto anche tanti errori e sbagli. La ringrazierò sempre per questo.


La famiglia di mia madre ha vissuto in India, all’epoca della fine del Colonialismo, mio nonno lavorava per i Portoghesi a Goa, Parte dell’India Sud Occidentale, che era stata colonizzata, appunto, dall’Impero Colonialista Portoghese.
A tutti sembra sempre assurdo quando lo racconto, ma è proprio così, mia mamma ha vissuto in un’epoca lontana in un’atmosfera alla Rudyard Kipling, che non è molto rimasta in quella parte dell’India ora. Mio nonno quando ero piccolo mi raccontava un sacco di storie che mi affascinavano, e rimanevo incantato e  immaginavo perfettamente in ogni dettaglio quello che mi veniva narrato; come bisogna muoversi nel tragitto da casa, una casa coloniale in stile portoghese, perciò con una pianta quadrata con un giardino al centro e le camere che si affacciavano tutto intorno, al suo luogo di lavoro, attraversando la Giungla ed evitando le scimmie! Le scimmie sono curiose, fastidiose e pericolose in certi casi, mai lanciare qualcosa alle scimmie!!!! Perché te lo tirano dietro! Più tardi durante i miei studi universitari in biologia la cosa non mi avrebbe impedito di dedicarmi anima e corpo (fatica e sudore ndr) alla primatologia. Mia nonna non mi raccontava dell’India invece mi lasciava giocare in salotto sui mobili intarsiati e scolpiti che sono rimasti dopo che sono dovuti scappare dalla rivoluzione, e io mi divertivo tantissimo a guardare ed ammirare gli elefanti ripresi su quelle meravigliose sculture di ebano. E ovviamente sognavo. Ma l’apporto maggiore alla mia fantasia me lo ha dato mia madre, lei mi raccontava come mia nonna avesse fatto il bagno a due cuccioli di tigre che avevano regalato ai miei nonni dopo aver ucciso la madre che era diventata pericolosa per la popolazione perché troppo vicina al villaggio (non esisteva un gran concetto di conservazione della fauna all’epoca). Oppure di quando lei da piccola era salita su una palma da cocco per imitare il giardiniere che le regalava sempre il cocco con il suo prezioso latte, e poi lei non sapeva più scendere e piangeva. Oppure del cobra che hanno trovato nel giardino e che sollevandosi puntava mia mamma che stava recuperando la palla caduta vicino al cespuglio, e che il sopracitato giardiniere ha prontamente ucciso (sempre lo stesso concetto di conservazione eh!) O quando mi raccontava del suo Oceano. Mia madre ha sempre amato il mare ma soprattutto l’Oceano Indiano.

Mio Padre


Mio papà è un uomo meraviglioso. Avevo pochissimi mesi quando mi portava nel marsupio rivolto in avanti (30 anni fa!) in mezzo al bosco, dandomi un imprinting molto forte sulla natura e sulle foreste delle mie montagne. Stavamo sempre insieme e giocavamo moltissimo. Avevo pochi anni quando comprò il mio primo video registratore per poter vedere i documentari al mio ritorno da scuola. E’ stato sicuramente lui a influenzare moltissimo la mia curiosità verso il mondo naturale sebbene non riconosca ancora adesso un Larice da un Pino!
Bosco di Larici - Larix decidua 


Larix decidua - pigna 
La cosa lo diverte moltissimo, nonostante glielo abbia spiegato più e più volte, mi prende sempre in giro quando glielo faccio notare, con quei suoi occhi vispi che ridono ogni volta che ti guardano. Andiamo spesso in montagna insieme, o meglio, lui mi propone spesso di andare con lui e a me fa molto piacere seguirlo nelle sue avventure. Si tratta proprio di avventure, perché insieme riusciamo sempre a ficcarci nei guai, come quella volta che sul ghiacciaio in 20 minuti siamo passati dal sole caldo alla grandine in faccia con tuoni e fulmini non proprio rassicuranti tutto intorno a noi. Ne siamo usciti completamente zuppi nonostante ci fossimo attrezzati di tutto punto per affrontare una pioggia estiva montana, ma mica potevamo immaginarci tutto sto casino! Poi due giorni dopo uguale.
Bosco di Pino silvestre - Pinus sylvestris 
Roba che uno si chiede se il tempo ce l’ha con noi…e ci facciamo due risate. Mio padre è cardiopatico fin da quando sono bambino, ma nulla gli ha impedito di seguirmi praticamente ovunque in montagna, tra ciaspolate e sciate (sci nordico) in mezzo alle bufere di neve o in giornate splendide piene di sole. Eh sì lui è una roccia, sono molto orgoglioso. Lui mi ha insegnato il rispetto e la delicatezza con le sue grandi e forti mani, perché mio padre ha una forza spaventosa nelle mani e la sa usare e dosare perfettamente, può essere lieve e preciso, ma allo stesso tempo può essere devastante quando ti afferra o stringe la mano, figurati se ti da un ceffone! Mio padre mi ha regalato il mio coltello preferito a 18 anni, lo ha intagliato lui, eh sì perché è un intagliatore ed uno scultore,
Pinus sylvestris - pigna
piuttosto bravo direi, di legno. Segue la tradizione valdostana dell’intaglio e della scultura sul legno, il suo preferito è quello di noce, che come dice lui è duro come il marmo, ma presenta una dolcezza e una linearità tutta particolare, ogni pezzo è diverso e va’ capito, poi si può intagliare o scolpire e prende forma. È un artista. I suoi animali preferiti sono gli Elefanti, forse perché un po’ assomiglia a loro, capaci di una precisione e di una dolcezza sorprendente e di una forza spaventosa, dal carattere gentile e curioso, intelligenti, ma se li disturbi possono essere furiosi. E fermalo tu un elefante innervosito! Adoro gli elefanti, forse perché adoro mio padre.




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E per finire un video che mi piace moltissimo Vu du ciel de Val d'Aoste - Vista dal cielo della Valle d'Aosta - Skyseeing of Aosta Valley - di Yann Arthus-Bertrand. Un grande regista e fotografo. Poi mi si chiede come mai mi piace la natura, guardate dove sono nato e cresciuto, a voi le conclusioni...

https://www.youtube.com/watch?v=wAE9QvMZq-c